domenica 8 dicembre 2013

GTA V : il simulatore di porcherie più venduto nel mondo



Ebbene, in questo articolo voglio essere non solo retorico, ma anche bacchettone, evangelizzatore, buonista, di strette vedute e pure banalotto… dirò quello che Famiglia Cristiana si è vergognata di esporre (ma che sottosotto pensa) e che Studio Aperto dice passando appunto per... “Studio Aperto” (ma sottosotto un po’ha ragione, almeno quando parla male di GTA); perché questo è un dato di fatto: fare porcherie piace a tutti… e GTA permette di assaporare leggermente il brivido della porcheria senza conseguenze.

lunedì 7 ottobre 2013

Sessi ambigui, lolite da combattimento e bambini “pucciosi”: alcune caratteristiche DISCUTIBILI del picchiaduro made in Japan


Premetto di non voler sembrare omofobo, sessista, gretto o razzista (mai lo sarò)… Ma torno a parlare di picchiaduro e soprattutto, di una particolare caratteristica che affligge molti esponenti del genere prodotti nel Sol Levante.

Si potrebbe pensare che un gioco di combattimento dovrebbe avere dentro personaggi che esprimano possenza fisica, distruzione, eroismo esplicito… beh… in Giappone non lo pensano proprio.

Il fighting game giapponese è solitamente pieno di personalità che in un contesto di conflitti risolti con l’uso di calci e pugni, stonano parecchio: giovani modaioli, bambinette “carucce”, adolescenti dal sesso confuso, scolari e scolarette che per un motivo o per l’altro… amano pigliarsi a cazzotti.

Ci si chiede perché, o meglio… mi chiedo perché, ma titoli come Arcana Heart, Melty Blood, Persona 4 Arena, Under Night in Birth, King of Fighters, Blazblue, Guilty Gear e moltissimi altri meno recenti (esempio Power Instinct )…persino quelli non eccessivamente “otaku oriented” tipo Tekken, Street Fighter o Soul Calibur… ogni tanto ci fanno scappare dentro la scolaretta tenerosa, oppure un “baldo giovine” dai tratti effemminati.

Basta pensare a Sakura, o peggio Karin… oppure il grezzissimo Siegfried (detto anche Nightmare), che ha rischiato in Solul Calibur 3 di diventare più una “bella bionda” ... piuttosto che un barbaro bruto e cazzuto (non parlo di Lars di Tekken  ).

Sarà colpa dello stile manga e di certi manga, sarà colpa che i giapponesi son fatti così…. Ma se vediamo che una "cosa" come questa:

martedì 10 settembre 2013

L'ONLINE NEI VIDEOGIOCHI: IL MALE


Ebbene, mi appresterò a mettere una volta per tutte sul "bloggone" quello che ho detto in svariati post di forum ormai andati perduti.

L’Online nei videogiuochi (in particolare per console) è il male.

Perché è il male? Perché mette barriere, crea competizione inutile, condiziona la vita e distrugge il videogioco inteso come arte.

Ma andiamo in ordine: fino a circa 8 anni fa, l’Ollain nelle console era una cosa di nicchia; con qualche titolo era possibile connettersi in rete, ma lo facevano in pochi…. Passava inosservato e non era certo la “punta di diamante” come adesso.


*Sfida a tutti i costi, perché mi sento più figo\a


Infatti ora le cose son diverse, molto diverse (schifosamente diverse)… se qualcuno chiede un parere su un titolo, stiamo certi che la domanda è quasi sempre : ‘oh ma l’online com’è?’, ‘oh ma lagga?’ e altre cose simili.
Eh si, perché l’Ollain ha sviluppato nell’ingenuo acquirente una perversa coscienza sociale, basata sul’apparire e sul dimostrare qualcosa alla comunità dei ‘gamer’ (perché ormai si chiamano tristemente così).

giovedì 18 luglio 2013

Supereroi: finita l'era della "mutanda" sopra ai pantaloni.



Ebbene, anche sul grande schermo, Superman ha imparato a vestirsi!
Dopo un'ottantina di anni che svolazza belbello mostrando uno slip sopra ai pantaloni (è alieno... viene da Krypton, bisogna avere pazienza ), pare aver imparato che le mutande stanno SOTTO ai pantaloni.

Ok diciamolo... nei fumetti questo giusto cambio di look è avvenuto già da qualche tempo, con il "rilancio" delle testate DC Comics che ha coinvolto anche altri amici del “Superuomo dal costume di dubbio gusto”, Batman in primis (vai a capirli 'sti milionari).
Il rilancio, oltre ad aver aggiornato lo status quo dei protagonisti, ha anche modificato i costumi rendendoli più attuali, pur mantenendo le caratteristiche originarie.
Non poteva essere fatto prima?

martedì 16 luglio 2013

Zombie nei videogiochi: delle "marce idee" nella testa di produttori a corto d'immaginazione

Ciao belli...
Ebbene…. Se c’è un “promettente” film  in uscita, un videogioco che vende bene o un fumetto attualmente di successo.... è ufficiale, parla di ZOMBIE.

Andate al cinema? Spicca World War Z, l’apocalisse di zombie… o qualche mese fa Warm Bodies, forse l'unico lungometraggio che voleva lanciare un sexy zombie per far “delirare” le teen ager (come solo il vampiro Pattinson sapeva fare) .
Anche i telefilm si son dovuti adeguare… The Walking Dead parla di zombie... e incassa un sacco di soldi (compreso il fumetto della suddetta serie, che nonostante la crisi dell’editoria vende benone).
Ah ovviamente di Walking Dead ci sono pure i videogiochi, tanto per cambiare.

Ma andiamo di fretta dalle parti dei videogiochi, dove c’è proprio un’invasione di titoli dedicati al "tipo di mostro più cretino": The Last of Us, Lollipop Chainsaw, Dead Rising(serie), Dead Island (serie) e la sempreverde saga di Resident Evil (fra tutti quella che tollero di più), forse la “colpevole” di avere lanciato la moda del morto che cammina nei videogames.

Ok lo ammetto…. Sono di parte: gli zombie mi stanno sul caz.zo.

venerdì 24 maggio 2013

TROFEI e OBIETTIVI: trovata geniale o boiata colossale?

Ebbene si… questa generazione molto “magna magna” (fra patch, DLC, edizioni spilla soldi) , si è contraddistinta anche per una feature che ha cambiato (in peggio) il modo di videogiocare di molti...

Obiettivi e trofei


Appena abbiam provato per la prima volta la nostra console "next gen" (ormai non più next), è capitato a tutti di leggere (una volta fatto qualcosa di “significativo” …tipo essersi vestiti da Batman ) degli insulsi messaggini bippanti del tipo: “io sono Batman!” oppure “figlio di Sparda!”…oppure “maestro di combo!”….che uno si domanda, “che cappero voglionol dire”?
Infatti, dopo il primo sconcerto…si scopre che questi messaggini, sbloccano delle iconcine che ci fanno balenare il “progredire” verso qualcosa…cosa? Forse la fine del gioco, oppure che stiamo facendo qualcosa di figo…mah.

Fin qui non ci sarebbe niente di male… se non il fatto che fondamentalmente, molti di questi trofei\obiettivi non portano ad una sega, se non a mostrare ad altri(e a noi) che abbiamo fatto inutilmente ore e ore di gioco per non vedere nulla di nuovo.


Perché è così…

martedì 14 maggio 2013

PICCHIADURO: i luoghi comuni da sfatare


Ebbene, da ieri a questa parte, il classicissimo genere videoludico denominato “picchiaduro” ha sempre avuto molteplici estimatori, haters e anche molte incomprensioni da ogni lato, che hanno generato luoghi comuni parecchio scomodi (e anche parecchio idioti) nel corso degli anni.

Dicerie attive non solo in certe cerchie di videogiocatori un po' ignoranti in materia, come i "casuals", ma anche nel mondo dei cosiddetti "hardcoriani" fanatici di E-Sport, che hanno spesso una visione monca del tema trattato (e sono soliti ad inquinare i siti internet specializzati). 

Vedo di sfatare il tutto nei limiti del possibile, anche se ci sarà sempre qualche becero che vive di congetture generalizzate e idee sbagliate fondate sui trends del momento.

Partiamo.

1) I picchiaduro non hanno né trama né universo narrativo e i personaggi sono solo un pretesto.


Una delle cazzate più gettonate... 
Si può facilmente smontare sapendo che alcune saghe picchiaduristiche ancora attive come Mortal Kombat o Soul Calibur (per correttezza si potrebbe pure allungare la lista con Tekken, Killer Instinct ,certi picchia della SNK e della Arc System -per quanto mi stiano sulle balle-), un comparto narrativo l'hanno sempre avuto e anche ben fatto, tanto da tenere testa produzioni di diverso genere.

Ovviamente, altre saghe come Street Fighter (che però si rifà col carisma dei personaggi classici), o Virtua Fighter, potrebbero e potevano impegnarsi di più sotto quegli aspetti "artistici", ma non è che siccome ci sono più titoli di questo genere che hanno un background scarno (mai inesistente, chiariamo, solo scarno), allora devono andare di mezzo tutti gli appartenenti alla categoria "picchiaduro".

In fondo si sa che, usare individui di cui sai qualcosa, dove agiscono e perché fanno questo o quello, è diverso dall'usare fantocci poco interessanti di cui non sai nulla di nulla... Il picchiaduro quindi non è assolutamente da paragonare a FIFA o a titoli sportivi, perchè è in verità il metodo migliore per prendere il controllo di personaggi caratteristici appartenenti ad un universo narrativo preciso, solitamente espresso con schermate o filmati, ma anche attraverso qualche "arena" ben studiata; quindi la completezza è necessaria.