martedì 14 maggio 2013

PICCHIADURO: i luoghi comuni da sfatare


Ebbene, da ieri a questa parte, il classicissimo genere videoludico denominato “picchiaduro” ha sempre avuto molteplici estimatori, haters e anche molte incomprensioni da ogni lato, che hanno generato luoghi comuni parecchio scomodi (e anche parecchio idioti) nel corso degli anni.

Dicerie attive non solo in certe cerchie di videogiocatori un po' ignoranti in materia, come i "casuals", ma anche nel mondo dei cosiddetti "hardcoriani" fanatici di E-Sport, che hanno spesso una visione monca del tema trattato (e sono soliti ad inquinare i siti internet specializzati). 

Vedo di sfatare il tutto nei limiti del possibile, anche se ci sarà sempre qualche becero che vive di congetture generalizzate e idee sbagliate fondate sui trends del momento.

Partiamo.

1) I picchiaduro non hanno né trama né universo narrativo e i personaggi sono solo un pretesto.


Una delle cazzate più gettonate... 
Si può facilmente smontare sapendo che alcune saghe picchiaduristiche ancora attive come Mortal Kombat o Soul Calibur (per correttezza si potrebbe pure allungare la lista con Tekken, Killer Instinct ,certi picchia della SNK e della Arc System -per quanto mi stiano sulle balle-), un comparto narrativo l'hanno sempre avuto e anche ben fatto, tanto da tenere testa produzioni di diverso genere.

Ovviamente, altre saghe come Street Fighter (che però si rifà col carisma dei personaggi classici), o Virtua Fighter, potrebbero e potevano impegnarsi di più sotto quegli aspetti "artistici", ma non è che siccome ci sono più titoli di questo genere che hanno un background scarno (mai inesistente, chiariamo, solo scarno), allora devono andare di mezzo tutti gli appartenenti alla categoria "picchiaduro".

In fondo si sa che, usare individui di cui sai qualcosa, dove agiscono e perché fanno questo o quello, è diverso dall'usare fantocci poco interessanti di cui non sai nulla di nulla... Il picchiaduro quindi non è assolutamente da paragonare a FIFA o a titoli sportivi, perchè è in verità il metodo migliore per prendere il controllo di personaggi caratteristici appartenenti ad un universo narrativo preciso, solitamente espresso con schermate o filmati, ma anche attraverso qualche "arena" ben studiata; quindi la completezza è necessaria.