venerdì 19 febbraio 2016

Street Fighter 5: la consacrazione di una mentalità di merda.

Ken ha la tipica espressione di chi ha mangiato delle feci (o di chi è stato inserito in SF5 )

Street Fighter, il famoso "Re" dei picchiaduro (per chi ci crede) è arrivato al quinto capitolo... E vaffanculo: è un gioco rilasciato a spizzichi.

Se la cosa fosse stata relegata al solo Killer Instinct "3" si sarebbe potuto soprassedere, dopotutto costui è partito in DD sin dall'inizio, su una console poco fortunata e con un budget di realizzazione basso, indi non mi sembra il caso di sparare sulla Croce Rossa.
Ma qui stiamo parlando di Capcom (major che ha pure venduto il culo alla Sony) e di un gioco nato retail: la situazione cambia.

Che l'Online tirando tirando avrebbe portato alle peggio cose dal punto di vista della distribuzione, lo si sospettava (la gente nega ma è così)... E che la Capcom fosse una merda alla fine lo sapevamo un po' tutti. Che però fosse così merda da rilasciare una "demo" da 70 euronzi, ancora no.

Ma andiamo per gradi nello spiegare il perchè di questa shitstorm, non necessariamente rivolta al gioco... Bensì più ai produttori e, soprattutto, alla gente che difende questo modus operandi in voga da quando le console si possono connettere alla rete.

Diciamolo subito, la colpa di questo sfacelo è dei grandi fruitori del gaming online, eh sì...